Il signor Galli scosse il testone intronato per indicare che non aveva capito.
—Venga più vicino!—e lo chiamò anche colla mano, mentre con quell'atto rapido, il braccio nudo appari nelle maniche ampie, trasparenti.
Il signor Galli fece un altro passo.
—Venga più vicino,—gli ripetè Nora colla bella voce chiara, alta. Poi, quando l'altro le fu accanto, essa, appoggiandosi colle due mani sul letto, si rizzò sorridendo, e colla testa facendogli segno di abbassarsi, gli disse all'orecchio:
—Di là, c'è la Vittorina: non posso gridare tanto forte: non voglio farmi sentire!
Il signor Galli rispose che aveva capito; che aveva ragione.
—Ha parlato col suo amico? l'orefice?
—Sì, signora…. duchessa. Sarà qui prima del mezzogiorno.
—Va bene: allora per il mezzogiorno sarò alzata.
Il signor Galli sorrise: era contento che si alzasse…. mille inquietudini strane, intime, mille agitazioni dei nervi, del sangue, si acquetavano a quell'idea: erano svanite: essa si alzava!… Nessun altro l'avrebbe veduta lì…. così bionda nella casacca rosa, lì nel suo letto! Si alzava!… E la sua contentezza si faceva più viva e rideva.