—Dove va? Dove va? Dove deve andare? Queste parole eran dette in un tono così sommesso che il signor Galli non le poteva capire, ma le indovinava dal moto delle labbra.

—Devo andare… alla banca.

Nora ebbe un lampo: tremò. Se il Galli parlava col Kloss, tutto era perduto!… Ma non avrebbe parlato!…

—Alla banca!—esclamò, con un fremito, con un brivido di orrore, e ancora chiamò il signor Galli vicino, più vicino….

Egli si chinò, diventando pallido.

Mentre Nora gli parlava all'orecchio, e gli parlava del Kloss "di quell'uomo" e lo supplicava di non dir niente "a quell'uomo" per carità! per carità! di non dirgli ch'essa era tornata da Casalbara, che era a Milano, sola, le si era aperto il casacchino rosa, le si era aperta la camicia bianca di battista, ed era riapparsa a un tratto la piccola catenella d'oro che si moveva, si abbassava, si rialzava….

—Il Kloss certo, vorrebbe venire da me! Vorrebbe parlarmi!

—No!…—Il Galli trasalì. Quel—no—era stato un grido rauco, un urlo represso, soffocato, di orrore, di terrore.

—Vorrebbe vedermi, ad ogni costo.

—No: non lo riceva! Mai! Mai!