—La spia! La spia! La spia! Vendichiamo il Francia!
È un istante, la furia di un istante: la folla si precipita, Taddeo è afferrato da cento mani, rovesciato, atterrato: la gamba di legno rimane ritta, alta fra il turbinio, il rimescolamento, precipitoso delle teste, delle braccia, dei corpi…. poi scompare.
—Che succede laggiù?—domanda una delle guardie.
—Si picchiano tra di loro.
—Si ammazzassero tutti!—esclama il delegato.
Su nella gran sala del Consiglio, Matteo Cantasirena trionfava. Egli solo non aveva paura, perchè si sentiva innocente: erano il Tolomei; il Duranti, erano il Bizzarelli, il Brunetti, il Vergani, erano coloro che volevano imporre la ingiusta, la iniqua, la sciagurata sospensione dei lavori, i soli, i veri responsabili di quegli eccessi, di quei disordini.
Erano essi, gli affamatori, i mancatori di parola, i traditori del popolo!
—Sopra di voi, soltanto sopra di voi ricada la responsabilità di questa triste giornata!
Nessuno gli rispondeva: tutti uniti in fondo della sala, tremavano di veder la folla da un momento all'altro invader le scale, sfondare le porte, precipitare su di loro.
—Bisogna cedere,—bisbigliò il Fontanella pallido, livido, più degli altri.