Qualche notizia dei fatti di Primarole era arrivata confusamente anche alla villa. Pietro Laner ne era rimasto colpito, ne era agitatissimo. Non aveva potuto dormire e si alzava allora col rimorso, il dolore di non essere stato il giorno innanzi a Primarole, alla seduta del Consiglio…. Ma non aveva potuto muoversi da Casalbara, tenuto lì, sorvegliato da Evelina, la quale aveva ripreso, a un tratto, tutti i suoi diritti.

Pietro Laner, inebriato, esaltato dall'amore di Nora, era ritornato poeta; quando Matteo Cantasirena gli ebbe accennato ai pericoli della Cisalpina, per le mene dei soliti nemici, e gli ebbe confidato che Eleonora non era corsa a Milano per la prova di certe toilettes, come gli aveva dato ad intendere, ma bensì a raccogliere armi e vettovaglie per la grande battaglia, Pietro Laner, il poeta dell'Invito, dell'Incanto, dell'Inganno, aveva avuto un impeto di entusiasmo e di gioia. Egli si sarebbe redento salvando quel nome e quella casa! Sarebbe corso a Primarole, avrebbe parlato e votato in favore della Cisalpina: avrebbe dato tutto sè stesso, la vita, e tutto quanto possedeva. Sì! anche il suo capitaletto, ancora le ventimila lire che gli bruciavano come un'onta!

Ruy Blas avrebbe salvato la regina…. ed il re!

Ma quest'impeto di poesia, d'amore e di sacrificio, non era punto condiviso dalla signora Laner. Evelina, anzi, stimava giunto il momento di aprir gli occhi, d'imporsi al marito, di ritornarsene a Crodarossa. Avrebbe scritto alle zie che la visita rimandata nell'estate, essi la facevano adesso, nell'autunno. Ci sarebbe stato un po' di fresco lassù…, ma poco male.

—Va tutto in rovina!… Bisogna scappare, salvarsi, e salvar la mia roba!…—mormorava la signora Laner fra sè.

Pietro, a Casalbara, aveva una camera accanto a quella di sua moglie. Anche il giorno innanzi si era alzato prestissimo, per recarsi a Primarole e concertarsi col Fontanella e coll'Arcangeli, prima della seduta del Consiglio. Anche il giorno innanzi si era vestito piano, ancora col lume…. e già stava per andarsene, quando l'uscio si aprì lentamente e Pietro Laner si trovò dinanzi Evelina, in camicia, con un sottanino legato ai fianchi; Evelina, col viso torvo, sudicio, lustro di sudore e i pochi capelli irti, arruffati:

—Dove vai?—essa gli domandò.

—A Primarole…. Per la seduta del Consiglio….

—A Primarole non si va!…—esclamò la signora Laner avvicinandosi, fissando Pietro cogli occhi biechi, guerci, che nella penombra apparivano più incavati. A Primarole oggi non si va!

—Perchè?—ripetè Pietro, rimettendosi dallo sbigottimento che lo aveva colto al primo istante.—Non hai sentito le raccomandazioni che mi ha fatto tuo zio?