Cantasirena non aveva letta una sola parola, non aveva un dato qualunque che potesse riferirsi al grandioso progetto "colossale!" del compianto Fara-Bon; ma parlò, parlò, continuò a parlare con calore, con persuasione, con convinzione, con entusiasmo delle vie acquee e delle nuove correnti commerciali; del Po messo in comunicazione col Lago Maggiore e col Lago di Garda; del Porto di Venezia che sarebbe diventato il primo del mondo, perchè sarebbe stato necessariamente il grande punto di congiunzione e di partenza fra la navigazione interna e la navigazione marittima, fra l'Oriente, il Quarnero, le Bocche di Cattaro e le tre grandi vie delle Alpi: il Brennero, il Gottardo, e il Cenisio.

—E…. i milioni?—balbettò il signor Brunetti stordito, sbalordito.

—Il concorso immancabile del Governo, delle Provincie, dei Comuni: poi una grande società per azioni, della quale io sarò l'anima, la mente, e voi il braccio.

—E il progetto è in mano sua?… Lo ha lei?

Matteo Cantasirena sorrise appena e battè le dita con lentezza solenne sopra uno dei cassetti del tavolo:—Qui.

—Una cosa sola ci occorre per lanciare l'operazione: un uomo, un gran nome; un nome che s'imponga!… Una bestia magari, ma un nome di moda per metterlo alla testa del comitato.

—Sicuro…. un gran nome!—ripetè attonito il Brunetti.—Ma come trovarlo?

—Ci sarà…. C'è!—rispose Cantasirena, socchiudendo gli occhi e sdraiandosi nel seggiolone come Giove che si riposa sicuro, nella propria onnipotenza.

—Chi?… Chi?

Non lo poteva dire: era il suo segreto. Domani avrebbe potuto parlare. Oggi no: aveva data la sua parola. Solamente, senza tanti preamboli, gli occorrevano altre cinquecento lire. Aveva piccoli impegni fastidiosi, ai quali non poteva, non voleva mancare; voleva provvedere, in certo modo, a' suoi redattori che per la morte del giornale restavano in mezzo alla strada. Pietro Laner sopratutto, il Bardo Trentino! era solo a Milano e non poteva tornare presso la sua famiglia perchè l'Austria lo avrebbe arrestato e processato. E poi anche lui, insomma, non voleva aver l'aria di un morto di fame.