Si avvicinò al letto; al letto apparecchiato per la notte. Guardò, baciò, respirò quelle trine, quei veli di batista e di surah…. baciò i guanciali…. baciò tutto il letto…. e lì sul letto di sua moglie, cercando, aspirando il profumo di sua moglie, si assopì…. finì per addormentarsi….

Dormì così fino alla mattina, e fu destato di soprassalto da un clamore assordante di voci, di grida, di urli, di fischi. Spaventato, scese dal letto.

Dalle gelosie chiuse entrava un filo di luce….

Non era nella sua camera…. Dov'era?…

Allora si ricordò. Era nella camera di sua moglie. La camera di sua moglie era in faccia al piazzale.

Ma perchè quegli urli, quei fischi, tutto quello schiamazzo?… A tentoni si avvicinò alla finestra, l'aprì…. Tutta la piazza era piena di gente tumultuante…. era piena di ombrelli…. pioveva a dirotto…. c'erano guardie e carabinieri!…

A un tratto udì una voce forte, stentorea:

—"Morte al Casalbara! Morte ai ladri della Cisalpina!"

Tutto il sangue gli salì alla testa con un sussulto Spaventoso.

—Mentitore!—gridò. Ma il grido debole, rimase soffocato nella strozza: nessuno aveva visto il duca alla finestra; nessuno aveva udito il suo grido.