—Va via! Va via! Mantenuto! Lascia fare!
—Noi, si lavora, noi! Mantenuto!
Pietro Laner indietreggia: una parola ancora più turpe, oscena, solleva i fischi, gli urli di tutta quella gentaglia furibonda.
—Vada via lei!… Vada via!—gli bisbigliano le guardie, i carabinieri,—o noi non si risponde più di niente.
Pietro Laner indietreggia ancora livido, allibito, fradicio…. sale la gradinata…. nuovi improperi, urli, fischi, sassate…. Non ode più nulla, gli si annebbiano gli occhi…. barcollando entra in casa, si trova dinanzi allo spettro del duca e fugge…. fugge ancor più spaventato, come impazzito.
Il duca di Casalbara solo, senza cappello in testa, si affaccia sull'alto del terrazzo.
—Il duca! Il duca!—grida la folla e tutti lo circondano tumultuosamente.
—Vogliamo i nostri denari!
—I ladri della Cisalpina ci hanno rubato le nostre paghe!
—Il nostro sangue!