—Vogliamo giustizia!
—Sì!… Sì!… Sì!…—risponde il duca balbettando; cogli occhi sbarrati, fissi nel vuoto.—Sì!… Sì!… Sì!… Giustizia fino all'ultimo!… Giustizia per tutti!… Giustizia fino all'ultimo…. Lei!… Lei!…
L'occhio è sempre fisso nel vuoto, le labbra tremanti, livide, gonfie, le vene delle tempie turgide, pulsanti.
—Giustizia!… Giustizia fino all'ultimo…. Lei!… Lei!… A Milano!
Il pretore, corso lì colle guardie, e il delegato colgono a volo quella parola: Milano.
Pensano di allontanarlo, di allontanare il pericolo e così ottenere la calma.
—Il signor duca parte subito per Milano! Per parlare col prefetto! Per far arrestare i ladri…. Per rendervi giustizia!
—Sì!… Sì!… Giustizia!… Giustizia fino all'ultimo!
—Adesso! Subito!…
—C'è la corsa!