—Ma io non so niente!… Io non capisco niente!… Io volevo parlare al signor Galli, è vero…. gli ho parlato…. degli affari di…. di Giovanni.—E smarrita, tramortita, colla voce rotta, congiunse le mani supplichevole; pareva volesse inginocchiarsi dinanzi al Kloss.
—No, signora!… Lei foleva centocinquemila lir!
L'ardire, l'audacia, la sfrontatezza solite in Nora, questa volta, a questo colpo, le mancarono d'un tratto: si sentì serrare il cuore, la gola, si sentì agghiacciata dallo spavento, sussultò con un singhiozzo, uno schianto convulso…. e abbassò il capo. I capelli le si snodarono; una treccia grossa le scese sulle spalle.
Il Kloss ebbe un lampo negli occhi, un impeto, ma si contenne.
Gli affari innanzi tutto.
—Io desiderassi…. io volessi assolutamente che lei facesse uno sforzo per ricortarsi bene de tut coss…. di tutto quanto…. Il suo dispaccio coincide con un'altra circostanza…. molto aggravante…. con due chéques del complessivo importo, appunto, di centocinquemila lire, firmati dal Galli, come mio procuratore, a favore del signor Matteo Cantasirena. E io, mi quartassi pen, non devo nientissimo a quel scior!… Come spiega lei la coincidenza del suo dispaccio coi due chéques? E suo patre, suo zio, quel scior, o chi per esso, all'Insubria hanno riscosse le mie centocinquemila lire….
Il Kloss balzò in piedi di colpo.
—Basta colle lacrime! Basta tremar—esclamò afferrandole un braccio, scotendola.—Se rispond! Si risponde!
—No! No! No!—esclamò Nora spaventata, arretrandosi, protendendo le braccia.—No! No! No!
Si vedeva arrestata; trascinata dinanzi al cadavere del signor
Galli…. vedeva la grossa testa gonfia, livida….