Donna Alessandrina, aveva trovato la duchessa Eleonora veramente sublime di virtù e di coraggio, e l'additava come esempio alle gentildonne cristiane: e la duchessa di Casalbara diventava sempre più di moda a Milano per il suo dolore di moglie, come era stata di moda a Nizza per il suo amore di sposa.

Della Cisalpina, nessuno più parlava: non era di "buon gusto", non era patriottico il parlarne.

Francesco Kloss si recava sempre più tardi al Cova, la sera, a bere il suo caffè e latte.—Anche il Kloss faceva un po' di assistenza al Casalbara e un po' di compagnia alla duchessa.

—La fera tonna motèl…. con tutt i perfezion!…

E quando i suoi amici, gente d'affari, gli domandavano conto della liquidazione della Cisalpina, dichiarava che procedeva penissimo.

C'erano delle irregolarità: ma come aveva sempre detto, erano più da attribuirsi a balortaccine che a mala fed. E soggiungeva che se qualche pasticcio c'era, si doveva attribuirlo al segretario particolare del Cantasirena:

Un tristo soccett…. un certo Laner del Tirol, ma lui come i feri pirpanti, prima ancora del temporal, aveva preso il volo…. con fentimila lir!

E mentre parlava del Laner, la rabbia, il veleno, la bile gli schizzavano dagli occhi astiosi, gelosi.

XIV.

La signora Angelica e la signora Rosa non erano più sole a Crodarossa. Quando attraversavano la piazza, e in chiesa, all'ora della messa, e quando scendevano dopo la solita passeggiata dall'alto della viottola del Santuario, c'era sempre con loro un'altra donnetta, pure piccolina, secca secca e nera, e inoltre un po' curva, un po' gobba. Era la terza signora Laner, era la signora Evelina.