—E allora ringraziamo di cuore Quel di lassù perchè…. diremo…. in questo caso…. si tratta di una vera provvidenza!—E Don Giuseppe alzò le mani e tirò il fiato.
La signora Angelica e la signora Rosina tornarono a guardarsi mute, a tranquillarsi vicendevolmente e a comunicarsi la loro contentezza anche sotto questo rapporto.
Don Giuseppe, quel giorno, aveva molto da fare per le istruzioni religiose; ma quando arrivò la sera, la cena era pronta e Don Giuseppe ebbe una sorpresa: un piatto di patate alla béchamelle.
—Eccellenti! squisitissime!—E guardò Evelina perchè la bella improvvisata doveva venire da quella parte.
Infatti Evelina sorrideva, arrossiva, chinava il capo, e la signora Angelica e la signora Rosa si scambiavano una rapida occhiata, trionfando.
—Diremo: è una vera perfezione!—Don Giuseppe ne prese una seconda volta.—Io ho mangiato le patate in cento mila modi, ma così buone, mai!—E domandò se quella salsa, quel condimento, aveva un nome speciale.
—Si chiamano patate alla béchamelle.
Don Giuseppe si fece ripetere il nome per impararlo bene, poi stimolato dagli sguardi giubilanti della signora Angelica e della signora Rosina che gli spingevano il piatto dinanzi, ne prese una terza porzione esclamando:
—E allora ringraziamo Quel di lassù che ci ha dato anche diremo…. la béchamelle!
Evelina spiegò com'era fatto quel condimento: un po' di farina bianca, un po' di burro, un po' di latte, un po' di formaggio, un torlo d'ovo, e il tutto ben sbattuto e fatto cuocere lentamente.—Io ho sempre avuto una gran passione per far da cucina. Il pranzo a Pietro lo facevo sempre io: intanto si è sicuri di due cose: di ciò che si mangia e della pulizia.