Come aveva fatto a innamorarsi di Nora? A impegnarsi senza scrivere alle zie? Perchè, come, quando aveva cominciato a lasciarsi ingannare, truffare, rovinare, da quel Mosè imbroglione?… Non aveva nemmeno cento lire per pagar la padrona!… Non aveva nemmeno un soldo per far colazione!… E la collera delle zie? E se Nora non voleva? E se Matteo Cantasirena non lo pagava?… Ma era stato pazzo? Era stato ubriaco? Dio! Dio! Dio!—Maria Vergine!—Ma che cosa aveva fatto di male perchè gli capitassero addosso tutte le disgrazie, tutte le maledizioni?…

Che cosa aveva fatto?

La risposta la sentì sorgere nell'animo angosciato e farsi strada nella mente sconvolta, come un lontano chiarore, un barlume di speranza. Era una risposta sola a tante domande, una risposta che per le sue nuove idee poteva sembrare ridicola, assurda, indegna della sua ragione, indegna del suo ingegno, ma alla quale consentivano tutti i suoi sentimenti e tutti i suoi ricordi intimi, profondi, nascosti e alla quale la disperazione stessa di quel momento, dava uno slancio più vivo di fede.

—Dal giorno in cui sono venuto a Milano, non sono più stato a Messa, non sono più entrato in una chiesa!… Ecco perchè mi sono tirato addosso l'ira di Dio!…

Gli sembrò, sperò, che entrando appena in una chiesa, sarebbe stato come ribenedetto, che tutto sarebbe tornato ad andar bene come prima.

C'era appunto, a due passi, la chiesa di San Francesco. Sbirciò di qua, di là, se per caso qualche suo conoscente, qualche suo collega giornalista non lo vedesse; nessuno!

Entrò presto, ma rimase diritto in piedi, vicino alla porta, subito intimidito da quei due o tre divoti che si erano voltati a guardarlo.

Poi, sempre diritto in piedi, rigirando il cappello fra le dita, cominciò a raccogliersi e a pregare, ma senza muovere nemmeno le labbra.

La chiesa era scura, quasi deserta; ma il biascicare sonnolento di quei due o tre bacchettoni dalla faccia gialla, gli dava fastidio, gli toglieva il fervore.

Quando aveva pregato intensamente, aveva sempre ottenuto qualche cosa!… e cercò colla memoria tutte le "grazie" ottenute in sua vita, per poter ravvivare la propria fede; e tornò a pregare. Le sue preghiere, naturalmente, non erano avemarie, non erano pater noster; diceva al suo Signore Iddio, datemi questo, datemi quest'altro.