Ma perchè il sagrestano continuava a osservarlo…. a fissarlo?

Non riusciva a chiedere intensamente, fermamente ciò che desiderava. Non era fede vera la sua; era una concessione a sè stesso, a un pregiudizio.

Però, anche da ragazzo, quando non andava a messa la domenica, gli capitava sempre, nella settimana, qualche disgrazia. E tornava a pregare, ma per poterci credere, assicurava sè stesso, che il suo Dio non era a confondersi col Dio falso dei preti, nè col Cristo di legno o di cera delle donnicciuole. Era più grande e più in alto; era l'equilibrio dell'Universo, era la forza occulta che cominciava là dove finiva la scienza, e che però nemmeno la scienza poteva negare in modo assoluto…. E poi, a questo Domineddio portentoso che reggeva l'infinito, Pietro Laner non gli aveva da chiedere che le grazie più discrete, più modeste: trovare i soldi per pagare il conto della padrona, sposare la Nora, ottenere il perdono dalle zie. Il solo miracolo, veramente grande che domandava, era di riavere le ventimila lire prestate a Matteo Cantasirena.

Ma perchè quello zoticone del sagrestano si voltava sempre dalla sua parte?… Lo conosceva forse?

Non poteva raccogliersi! Non poteva pregare con fervore!—Questo voleva dire che non avrebbe ottenuto niente; che era proprio spacciato!—Dio! Dio! Perdere Nora! Non aver più un soldo! Finire in un ospedale!…

In fondo alla chiesa luccicava un piccolo altare: una Madonna, in una gran custodia di vetro, con un abito di raso giallo tempestato di gemme. Tutti i ceri del piccolo altare erano accesi: le colonne, le pareti, erano coperte di voti, di cuori d'argento, di grucce, di gambe e di braccia di legno….

—Là devo andare a pregare se voglio ottenere qualche cosa,—pensò Pietro Laner,—e se il sagrestano mi vede, questa sarà la penitenza per meritare la grazia!

Si avvicinò piano piano alla Madonna dei miracoli: le ombre della navata, l'oscurità dietro le colonne, erano piene di misteri, d'inquietudini. Quella chiesa semivuota, si popolava a poco a poco, per la forza della sua immaginazione, di tutta la folla dei rispetti umani. Erano i suoi colleghi più beffardi, più scettici, più spregiudicati!… Era Nora che lo aveva veduto entrare da lontano in San Francesco, e gli aveva tenuto dietro! Era Matteo Cantasirena, che rideva così rumorosamente da farsi sentire per tutta Milano!

Il timore, l'oppressione, diventavano orgasmo: pure bisognava inginocchiarsi…. pregare, prosternato, dinanzi a quell'altare…. S'inginocchiò infatti…. ma provò un senso, un'impressione strana…. Sentiva dei passi dietro a sè che si avvicinavano…. poi una mano gli batteva sulla spalla!… Si alzò di colpo…. non c'era nessuno.

Soltanto una vecchierella, collo scialletto paonazzo del "Luogo Pio", borbottava il rosario fissando la Madonna cogli occhi malati….