—Fra dodici, fra quindici anni….
—Ma non bisogna mai far calcoli sulla morte di nessuno!
E la signora Angelica si faceva il segno della santa croce.
—Che Dio accordi a tutti una lunga vita!—rispondeva la signora
Rosina, segnandosi pure alla sua volta, lentamente.
Erano sincere in questo loro sentimento di carità; e ne furono premiate perchè non dovettero aspettare per tanti anni un po' di consolazione.
Don Giuseppe, il nuovo parroco, non riusciva a farsi voler bene a Crodarossa. Il povero don Giacomo vi era ancora troppo ricordato, troppo esaltato e rimpianto. Quello era un sant'uomo!
Don Giuseppe non era cattivo; ma di tutt'altra pasta. Amava molto i proprii comodi, la propria salute…. insomma, invece di essere un mezzo santo come don Giacomo, era un mezzo filosofo della vita. Di più, era intinto dello stesso peccato della signora Angelica e della signora Rosina, sebbene non fino a quel punto; perchè se don Giuseppe era avaro cogli altri, non lo era poi con sè stesso.
Per cattivarsi gli animi, per rendersi popolare, pensò allora di stringere amicizia colle due vecchie sorelle, che per virtù del povero don Giacomo godevano la stima e la venerazione di tutto il paese.
—Aveva sentito dire che Pierino aveva la vocazione? voleva farsi prete?… Bravo! Bravo! Il nipote di don Giacomo! Oh, quando sarebbe stato il momento avrebbe parlato lui alla Curia, per averlo per coadiutore!… Poi, già, sarebbe stato di diritto suo successore…. Sicuramente! Bravo! Bravo!…
E dopo qualche visita del parroco alle vecchie, dopo il regalo d'un cesto d'uva e d'un piatto di pere, la signora Angelica e la signora Rosa per restituire le garbatezze, per ringraziare, ripresero la via della Canonica e dell'orto; un altro giorno fecero una visitina anche al pollaio…. Poi nell'orto, invitate da don Giuseppe, cominciarono ad andarci spesso, per recitare il rosario, per leggere il Manuale di Filotea all'ombra antica e fidata del Gigantesso….