—Da brave! Da brave! Coraggio e mettiamo in pace il nostro cuore. E sopratutto, per qualunque tribolazione, non dobbiamo mai dimenticare l'adempimento scrupoloso di tutti i nostri doveri. Il Signore Iddio lo si serve in ogni modo, specialmente colle buone opere, e in ogni stato. Ma bisogna però aver l'animo tranquillo, e sopportare tutte le afflizioni che il cielo ci manda, con quella serenità dello spirito, che ci permette appunto di attendere colla solita cura alla nostra casa, ai nostri interessi, al nostro prossimo, e al disimpegno assiduo, diligente, di tutte quelle varie incombenze per le quali siamo stati allevati e destinati…. Destinati per volere di chi?… Sempre di quel di lassù!—
Povera signora Angelica! Povera signora Rosina!… Dopo quella predica si sforzarono ogni giorno più per mostrarsi tranquille, rassegnate; per attendere come prima, con ogni cura, alla Canonica, al pollaio, al desinaretto di don Giuseppe, ma era rimasta loro una grande amarezza in fondo al cuore, un continuo rodimento.
Aveva ragione don Giuseppe: meglio un buon padre di famiglia che un cattivo prete!… Pure, si erano tanto abituate all'idea di poter rivedere un giorno don Giacomo, il loro povero fratello, in don Pierino! C'era forse in fondo al cuore, anche quell'altra ragione del benefizio; non della Canonica e dell'orto perchè, ormai, quel regno lo avevano riacquistato: avevano combinato con don Giuseppe una specie di affittanza ed erano tornate loro ad essere le padrone….
Perchè quell'amarezza dunque, perchè quel rodimento?… Perchè da tutto il discorso di don Giuseppe, era sorta e rimasta fissa nel loro pensiero un'immagine nuova, viva; alla quale il prete non aveva nemmeno accennato: la moglie di Pierino.
Un'altra donna, un'estranea in quella casa, nella loro casa, sempre con loro, in mezzo a loro, e come loro padrona di tutto! La moglie di Pierino! Un'altra signora Laner! La nuova signora Laner!
Quella loro grande amarezza, quel loro continuo rodimento era un senso strano di gelosia: gelosia di Pierino, dell'orto, della Canonica, della roba; persino di don Giuseppe: insomma gelosia di tutto ciò che aveva appartenuto, che apparteneva a loro due soltanto e che sarebbe stato anche di quell'altra, della terza padrona che doveva capitare!
E tornavano la mattina, la sera, a fermarsi alla loro finestra…. vedevano quell'altra passeggiare nell'orto, raccogliere la frutta, le pere del Gigantesso…. comandare, ordinare chissà quali cambiamenti!
Sospiravano, si guardavano, si capivano; ma adesso colle occhiate lunghe e mute, invece di consolarsi si affliggevano di più.
—È tanto giovane Pierino….
—Forse, prima, avremo tempo di morire….