Ma l'idea di morire a tempo per non veder quell'altra capitare in casa, se era balenata prima nel loro animo come un sollievo, aveva finito poi col destare nel loro cuore nuove inquietudini e nuovi tormenti. Morire prima di aver educata "quell'altra" all'economia, al risparmio!… Morire prima di averle insegnato l'ordine della casa, l'andamento della piccola amministrazione, il modo di mantenere il pollaio con poca spesa, di conservare le frutta e l'uva intatta, per tutto l'inverno?

E le due vecchie, spaventate che la moglie di Pierino non avesse tutta l'economia indispensabile a una famiglia per assicurare il necessario e mantenere il timor di Dio, raddoppiavano di avarizia, risparmiavano anche quella poca fettina di lesso in due, per poter rimediare fin d'allora, per preparare un po' di largo, caso mai "quell'altra", venuto il suo momento, non avesse giudizio abbastanza.

Finite le vacanze, Pierino doveva assolutamente ritornare a Trento, per proseguire gli studi; non più in Seminario, s'intende, ma alle scuole pubbliche. Le signore Laner avrebbero certo preferito che il nipote rimanesse in paese per badare all'orto, ai campicelli e per fare un mestiere qualunque, come suo padre. Ma don Giuseppe aprì loro gli occhi anche su questo punto.

"Pierino era di un'indole troppo irrequieta e vivace; aveva del talento, ed era stato allevato troppo bene, perchè omai potesse ancora adattarsi a fare il sarto o il calzolaio, e a lavorare la campagna. A Crodarossa avrebbe finito col diventare un fannullone, un vizioso. Invece, facendolo studiare, si poteva forse cavarne qualche cosa!… Avrebbe potuto avviarsi nella carriera dell'insegnamento, oppure ottenere un posto, per esempio, nelle ferrovie, dove si va avanti, e quando si è vecchi si gode la pensione. Pietro non era un milionario, ma il capitaletto che gli aveva lasciato lo zio "quell'eccellente don Giacomo (e sempre a questo punto anche il prete alzava gli occhi al cielo e sospirava) gli poteva servire per i primi bisogni e, al caso, per una cauzione in una Banca."

Le Banche?… La signora Angelica, e la signora Rosa, non sapevano nemmeno che cosa fossero le Banche, le azioni, le carte, i valori pubblici in genere. Non si fidavano altro che della Cassa di risparmio; e i denari di Pierino erano messi appunto sopra un libretto già intestato al suo nome. Pochetti ma tocchetti: era tutta la loro esperienza e la loro furberia.

Intanto don Giuseppe, prima ancora che il ragazzo partisse per Trento, aveva procurato di metterlo a dozzina presso certi suoi parenti ai quali avrebbe pur dato l'incarico formale di sorvegliare il piccolo Laner "buono come il pane, ma troppo vivo."

Così Pierino l'aveva spuntata; non sarebbe più tornato in Seminario!… Ma pure, quando venne il momento di partire, si allontanò da Crodarossa col cuore oppresso e assai più triste di quanto non lo fosse la prima volta, allorchè era partito saltando, arrampicandosi sull'imperiale, accanto al conduttore della diligenza.

I baci delle zie erano stati adesso più caldi, per le gran lacrime versate; anche don Giuseppe aveva saputo trovare certi consigli, certe parole buone che lo avevano intenerito. Pierino, ormai, aveva già provato a rimanere un anno lontano, senza più vedere quelle sue montagne verdi dalla cresta bigia, quel suo pezzo di cielo attraversato lentamente dall'ala pesante dei corvi. Aveva cominciato a soffrire i primi dolori, a combattere le sue piccole battaglie e per tutto ciò, quel lungo anno che ricominciava, l'ignoto di quel lungo anno che doveva ancora passare prima di ritrovarsi in faccia a quei monti, prima di rivedere la casettina bianca e quieta, lo sgomentava, lo immalinconiva fino alle lacrime.

Ma partito cogli occhi rossi e a capo basso, gli scolari delle Tecniche lo videro arrivare col cappello sulle ventitrè e il sigaro in bocca: un pezzo di Virginia che gli metteva il mal di stomaco. Pietro Laner aveva vergogna di aver portato la sottana nera; coll'aria da bravo e col sigaro, sperava tener nascosta a tutti la macchia dell'esser stato per un anno in Seminario. Invece i suoi compagni lo vennero presto a sapere, ne fecero un baccano indiavolato, e d'allora in poi, per burlarlo o per attaccar briga, lo chiamavano sempre prete-spretato, baciapile, papalino! Pietro montava in furia, correvano pugni, si rodeva; ma poi, per lavarsi di quell'onta di essere stato fra i preti, per riavere la stima de' suoi condiscepoli, si sforzava persino a tirar giù certe bestemmie grosse come una casa, e che gli lasciavano poi, in fondo al cuore, un senso misterioso di rimorso e di timore.

E anche Pietro, come i suoi compagni, non andava più alla messa la festa, e gridava, ne diceva di tutti i colori contro i preti e contro i bacchettoni; ma poi, quando fu vicina l'epoca degli esperimenti del trimestre, ebbe paura, e tornò ad ascoltare la messa, in una vecchia chiesetta, fuori di mano, dove era sicuro di non essere veduto dai compagni.