—Cosa facevate?
—Fu…. fumavo….
—Cos'è che avete buttato via, quando han picchiato all'uscio?
—La…. la pipa.
E non vi fu verso di cavargli altro di bocca: a testa bassa, continuava a rispondere—"Fu…. fumavo—"La…. la pipa."
Per punizione fu messo in gattabuia invece di lasciarlo andare a casa a desinare. E Pierino, in quelle ore, soffrì quello che non aveva mai sofferto in vita sua!
Il suo sgomento, il suo tormento, era che cercassero, che scoprissero Le notti di Giuliana. Ma allora sarebbe passato per ladro col libraio, coi professori, coi suoi compagni e coi parenti di don Giuseppe… con tutti quanti! Il cambio colla grammatica l'avrebbero creduta una storiella!
Ladro! Ladro! Ladro!—e immaginava quella parola "Ladro!" "Pierino ladro!" quando fosse arrivata lassù a Crodarossa!… Che vergogna! Che vergogna! Ma piuttosto la morte, mille volte la morte!
E in quello sgomento, in quel terrore Pierino cominciò a pregare il suo povero babbo, il suo povero zio ch'erano in paradiso, che gli volevano bene, e che sapevano che non era un ladro. Poi pregò la Madonna miracolosa del Santuario di Crodarossa, che aveva fatto tanto male a dimenticare, poi l'altra, quella di Trento, della piccola chiesetta lontana, solitaria, e che aveva fatto molto male a trascurare, e pregò, pregò ginocchioni, piangendo, balbettando, dandosi pugni contro il petto che gli doleva per l'affanno e per la fame. Col fervore della preghiera, colla sincerità del pentimento, faceva le promesse più solenni. Oh, se i suoi poveri morti, se la Madonna, quella di Crodarossa e quella di Trento, gli facevano quella grazia; se il libro non era scoperto; se lui non veniva accusato di aver rubato, di essere un ladro, oh, allora, prometteva di mutar vita, di non dire mai più—mai più—la più piccola bestemmia, di andare in chiesa tutti i giorni, di andare a messa tutte le domeniche, tutte le feste, e di dirlo anche, di farsi vedere, senza stupidi riguardi, da tutti i suoi compagni!…
La cosa finì con una gran lavata di capo del direttore, e dei parenti, sul brutto vizio di fumare, e non se ne parlò più. Ma da quel giorno Pierino pregava, pregava tutte le sere, tutte le mattine; pregava per ottenere il miracolo che le zie gli mandassero un po' di soldi e per ottenere la grazia di passar bene gli esami.