—Ho detto di passare dal Bizzarelli!—gridò ancora più inferocito Cantasirena, alzando la grossa testa, dal barbone imponente.—Non ho tempo da perdere. Ho le elezioni da fare. Prima gl'interessi di Milano e dopo i miei privati. Ho sempre fatto così!
Al povero ragazzo tremavano le gambe.
—Mi ha scritto lei di venire subito a Milano. Sono Pietro Laner, di Crodarossa…. e questi sono i sigari di Virginia, proprio scelti uno a uno.
I sigari furono un lampo per Matteo Cantasirena: il lampo che rischiarò le ventimila lire. Si allungò, si sdraiò sulla poltrona, e sorridendo, accarezzandosi la barba, arricciolandone la punta colla mano bianca, un po' tremula, continuò a guardare il giovanotto, fissando gli occhietti piccoli, scrutatori.
—Pietro Laner!—replicò, facendo risonare il nome e l'accento.—Il Bardo Trentino!—e continuando a sorridere, con un lampo di malizietta benevola, cordiale, gli stese, gli offrì la mano, ma senza troppo allungare il braccio che teneva appoggiato sul seggiolone.
—Ho letto i vostri articoli e i vostri versi.
—E così? Le sono piaciuti?… Mi dica proprio la verità! Senza far complimenti!—esclamò il Laner che voleva mostrarsi indifferente, ma che aveva le labbra pallide per la commozione.
L'altro non rispose; diventò serio, grave, abbassando le palpebre, soffiando, stirandosi sulla poltrona. Poi riaprì gli occhi e tornò a guardare il giovanotto con un cenno incoraggiante.
Pietro Laner arrossì di gioia: quell'altro aveva voluto scherzare: gli articoli e i sonetti gli erano piaciuti davvero.
—Dirò a voi,—ripigliò poi Cantasirena con un lungo sospiro che si riferiva ai dolci ricordi, alle care amicizie del tempo andato,—dirò a voi quello che dicevo sempre al povero Praga, al Camerana, al Betteloni, al Boito, quando venivano a pranzo a casa mia, con quel testardo del Rovani, e mi obbligavano per forza, mi chiudevano in camera per farmi sentire i loro versi. Voi non eravate ancora nato, caro Laner!… Bei tempi!…—Ricordatevi, predicavo loro, a tutti quei matti, che la poesia è la musica,—musica italiana, s'intende!—del pensiero: verso e pensiero, pensiero e rima, tutto deve essere armonioso, tutto deve esser limpido, come le "chiare, fresche e dolci acque" di messer Francesco!—E predicherò a voi, nel momento presente: Se volete aver salute, guardatevi dal "simbolismo".