—Grazie,—rispose Pietro arrossendo dal piacere.
—Tornate a prendermi qui all'ufficio; a mezzogiorno. Oggi poi pranzerete a casa mia. Voglio presentarvi alle mie figliuole, che hanno letto i vostri versi.
—Grazie….—disse ancora Pierino, arrossendo questa volta per il piacere, per i versi, e per le figliuole che li avevano letti.
—Dove siete alloggiato?
—In nessun posto, ancora. Appena arrivato, sono venuto qui direttamente.
—Per oggi potete scendere al Roma o all'Europa.
E dato ordine a Taddeo, sempre fermo sull'uscio, di prendere un brum e di condurre il signor Laner all'hôtel, si rizzò di colpo, si buttò addosso allo scrittoio e ricominciò a scrivere in fretta, in furia, facendo scricchiolar forte la penna.
Pietro Laner voleva ringraziarlo, voleva stringergli la mano, salutarlo, ma l'altro, intento a scrivere, non lo guardò nemmeno.
—Il signor Direttore è stato il suo colonnello?—domandò il Laner ancora tutto pieno di ammirazione, a Taddeo, appena furono sulle scale.
—Nossignore,—rispose l'altro.—Il mio colonnello era il signor
Chiassi, che è morto a Bezzecca.