Gli occhi di Nora si fecero torvi. In mezzo alla fronte rosea da bambina, alla fronte tersa e lucente, si scavò una piccola ruga sinistra, bianca, sottile come una cicatrice.
Pietro capì subito: si era lasciato trasportare e l'aveva offesa. La ragazza, lei, poteva dire tutto il male possibile dello zio Matteo; ma gli altri, Pietro Laner, no. Questi, come per scusarsi, raccontò allora, ma più pacato, contenendosi, anche la scena di quella mattina.—Di volo: zaff!—e le ultime dieci lire erano sparite. Non aveva più niente; non aveva…. ancora fatto colazione.
—Va bene, va bene;—rispose Nora sempre seccata, sempre imbronciata.—Aspettami ai Giardini, vicino al Museo. Omai bisogna spiegarsi.—E borbottò ancora nell'andarsene stizzosamente:—Tant'è, oggi o domani, bisogna spiegarsi!
—Spiegarsi?—pensava Pietro, girando attorno al gran fontanone asciutto dinanzi al Museo, e voltandosi ogni tratto sperando di veder la Nora entrare dai cancelli che apparivano tra i rami degli abeti, in fondo al prato verdissimo.
—Avrà voluto dire: bisogna spiegarsi collo zio Matteo.—Ma Pietro non era tranquillo. Si sentiva fiacco. Si sentiva addosso una irritabilità dolorosa. Anche quel sole pallido, bigio, tristo era snervante.
—Ma chi erano quei due? Amici di Edita! Oh, quella Schönfeld!… come l'avrebbe mandata al diavolo!
Tornò a voltarsi: essa non veniva ancora. I lunghi rami degli abeti e delle magnolie e il prato verde formavano come un quadretto attorno ai cancelli di ferro; ma il quadretto era vuoto: Nora non si vedeva.
Era stanco, sfinito, eppure avrebbe adoperata la poca forza che gli rimaneva per strozzar qualcuno. Come erano uggiosi quei giardini! Tutto vi era falso, artificiale; quella fontana senz'acqua, quei fiori troppo rossi, quegli alberi e quei prati troppo verdi; persino quei bambini infagottati, che parevano pupattole!—Si voltò ancora….
—Ah, finalmente!…
In mezzo al quadretto dai rami frondosi, in fondo al prato verdissimo, c'era la bella figuretta blù, colla cravatta lilla e il berrettino di lontra.—Era lei!—Tutto il giardino sembrò ravvivarsi.