Quell'omiciattolo dalle gambette storte, saltellante e sghignazzante, che ficcava gli occhietti vivi addosso a tutte le donne, arricciolandosi beffardamente i baffi duri colle dita pelose, nella magrezza robusta de' suoi sessant'anni, era impetuoso e violento come un frenetico. E mentre il Casalbara finiva coll'innamorarsi sentimentalmente di tutte quelle ragazze e finiva col pagarle care per la compiacenza di credersi corrisposto, l'altro s'imponeva minacciando, le intimoriva, le maltrattava, riusciva a destare dei brividi di ribrezzo dove non c'era più da vincere alcun pudore…. e non pagava.

La sua parola aveva valore, ma soltanto cogli uomini. In affari era inappuntabile: colle donne diventava una canaglia senza scrupoli. Per lui, le donne in generale, che non scontano, non hanno facoltà giuridiche, non erano, al pari dei cavalli e dei cani, altro che animali graziosi e docili allevati per il piacere dell'uomo.

Prometteva per arrivare a' suoi fini e poi, senza scrupoli, sghignazzando, mancava di parola. Ingannava, commetteva bricconate, e se ne gloriava, nel suo linguaggio mezzo meneghino e mezzo teutono. E anche negli affari e alla sua banca, colle belle donnette, "coi pei tonnett" ne faceva di tutti i colori.

Un giorno, un suo impiegato dei più vecchi, un vedovo, solo con una figliuola, per una triste necessità, non sa più render conto d'una certa somma. Il Kloss lo scaccia e lo denunzierà al procuratore del re. La figlia sorprende il disgraziato col revolver in mano. In quella pazzia del dolore, corre dal Kloss: lo supplica, lo scongiura, si butta in ginocchio…. Il Kloss ha una sola parola, tronca, rauca; una promessa che diventa una minaccia:

—Sì, subito, o il padre in galera!—E fu un impeto bestiale, un assassinio, lì sul piccolo canapè dello studio, turandole la bocca, soffocandola colla manaccia sudicia d'inchiostro, perchè l'usciere nel corridoio non dovesse udire i gemiti, i singulti, la voce tremante, spirante, che implorava pietà.

La sera, nella cameretta del terzo piano, la fanciulla pallida, disfatta, seduta al povero desco, non toccava cibo, ma colle labbra riarse e i tremiti della febbre, cercava ancora di confortare, di consolare il babbo.

—Il signor…. Kloss aveva promesso….

In quel punto arriva un signore con due guardie. La denuncia era stata fatta un'ora dopo la promessa del perdono.

Quando il poveruomo uscì dalla porta, fra le guardie, trovò sulle pietre del marciapiede una massa di vesti e di carni in una pozza di sangue: sua figlia si era buttata dalla finestra.

Era stato Francesco Kloss a scoprire la Nora.