L'altro scoppia in una risata:

— La zia Gioconda?... In campagna?... A Fiumicino?... Uhm! Non credo! È stata mia moglie!... Forse ti ha scritto lei stessa, anche per farti venire a Villars?

— È falso! È una falsità!

— Non gridare! Perchè gridare?

Luciano si diverte sghignazzando sguaiatamente.

— La zia Gioconda?... A Fiumicino?... Perduta tra i pampini e le biade?... Uhm!... Sarà, ma non lo credo!

— È proprio così! — Giacomo si sforza e risponde pure con un tono sarcastico: — Les échos parisiens, caro mio! Il Gil Blas e il Figaro, sono arrivati fin laggiù, a Fiumicino!

— Ma la zia Gioconda non sa il francese!... Chi li ha tradotti alla zia Gioconda?... Tu, o mia moglie?

— Ragazzo! Ragazzaccio! — borbotta Giacomo tra' denti. È disgustato, ma più ancora è conturbato e inquieto per la brutta piega, che va prendendo il discorso.

— Sul mio onore: tua moglie non mi ha mai detto una parola in proposito!... È troppo fiera, troppo dignitosa e ti vuol anche troppo bene!