Luciano soffre, si rode. Vorrebbe rispondere a quel mezzo-uomo e mezzo-prete « — che cosa ne puoi saper tu delle attrattive e dei fascini di certe donne, come Fanfan? Tu... accontentati di lisciare e di fiutare le sottane della famiglia!» Ma non può. Per seguire il piano che ormai ha ben fisso in mente egli deve contenersi e fingere di accettare, in massima, i consigli del fratello.

— Non dico di no. Una liquidazione brillantissima potrebbe essere anche il mio desiderio e lo scopo del mio viaggio a Parigi; dato il caso che io vada proprio a Parigi. Ma, intendiamoci: senza l'intervento di nessun Zaccarella! Non voglio far la figura... di essere inabilitato, prima del tempo!

Giacomo lascia correre; finge di non aver sentito la botta. L'altro continua imperturbabile:

— Certi affari miei, di mia sola pertinenza, li tratto da me. E per questi affari, vado e non mando.

Giacomo, si mostra conciliantissimo.

— Precisamente. Sei tu, solo, che tratti i tuoi affari; ma non vai proprio, tu, in persona. Sei tu, che mandi, ed è lo stesso!

— No, no! Vado. Dato il caso, vado e non mando!

— Mandi... e non vai. — Non vai, perchè in questi mesi Parigi è vuota e spopolata e soprattutto perchè quando fa caldo, ami di stare al fresco!

— Fresco o caldo, vado io. Certi affari di mia sola pertinenza, li tratto da me.

Giacomo ha uno scatto che non può reprimere: