Giacomo alza le due mani tremanti, poi le sbatte, palma a palma, in atto di dolorosa maraviglia:
— Ragazzo... ragazzaccio! Cattivo e bugiardo!
Luciano, rimane imperterrito. Fissa Giacomo a sua volta; parla alto, borioso e sprezzante. È lui, il giusto; è lui, il giudice.
— No. Nè bugiardo, nè cattivo, nè ragazzo. Oh, tutt'altro che un ragazzo. Osservo, da tempo, e noto. Intanto, intendiamoci: non permetterò mai, mai, alla mia... cara signora moglie di cercarsi protettori, nemmeno in famiglia, per metterli su, contro di me. Non permetterò mai a nessuno, nemmeno... — Luciano fa una reticenza con un'altra smorfia piena di sarcasmo, — nemmeno alla zia Gioconda, di voler sentenziare fra me e mia moglie. Con mia moglie poi a suo tempo... — Non vuol dire di più; ma le pupille hanno un tremolio sinistro, che fa trasalire il povero Giacomo. L'altro se ne avvede, indovina l'inquietudine del fratello per la cognata, e ne gioisce in cuor suo.
Ah! Ah!... Ormai è libero! È lui il padrone! Padrone di fare tutto ciò che gli accomoda; padrone di andare, di stare a Parigi quanto vuole; padrone di spendere e di spandere a suo capriccio!... — Accendersi per la cognata! — Ride, poi riprende, guatando Giacomo tra il serio e il comico:
— Ah! Ah!... La dolcissima e soave Maria Grazia! La povera martire! Impiegare tutto il suo tempo a Bex, per destare la tua ammirazione, e per seminare la zizzania tra di noi!... Altro che la forza di soffrire e tacere! Persino la minaccia di farmi inabilitare!
Giacomo, sorpreso da tanta perfidia, non sa che rispondere: Luciano, alza la voce.
— Oggi, subito, parto, finchè non sono ancora inabilitato; ma quando torno, e tornerò prestissimo darò alla... povera martire, l'ammirazione che si merita!
L'ironia scompare a un tratto: è l'odio, è il veleno, che prorompono dalle sue labbra livide e affilate.
— Sposata, senza un soldo! Mantenuta come una regina! E con lei, mantenuta tutta un'orda di nobilastri parassiti, che non hanno salvato dalla malora altro che le barbe e le parrucche! Per questo sì, davvero, bisogna inabilitarmi! Bisogna interdirmi! È questa genia di spiantati, sono i capricci, è il lusso sfrenato di mia moglie che mi hanno costretto a spendere, a sprecare, a rovinarmi! Ma quando si tratta... di mia moglie, quando si tratta della povera martire, tu, proprio tu, dimentichi anche l'avarizia e non mi fai più la predica! Per te? Per la tua ammirazione?... S'intende! Io ho sempre pagato troppo poco i grandi meriti di mia moglie!