— Téé! Téé! Téé! Tuff! Tuff! Tuff!
— Ah! Ah! La dolce, la soave Maria Grazia! La donna perfetta!... Impeccabile!... Mio fratello!... Paolo e Francesca!
Luciano, questo, lo borbotta fra sè: per convincere sè stesso. Ma non lo crede e non lo pensa. E per ciò, appunto, perchè non lo pensa e non lo crede in cuor suo, è contentissimo di poter dar corpo a quelle ombre, per convincerne sè stesso e più gli altri. Così, sua moglie, avrà finito di darsi le arie e il sussiego della donna perfetta, della donna superiore! Ah! Ah!... In faccia sua, anche sua moglie dovrà abbassare gli occhi e la testa!
Geloso di tutti, e invidioso, geloso di tutto, Luciano aveva finito col rodersi in cuor suo anche per i pregi e per le virtù e soprattutto per la grande stima che godeva sua moglie e che tanto la innalzava, al suo confronto, nell'opinione della gente.
— Giù! Giù! Anche lei! Giù! Adesso giù! Come tutte le altre!... Basta, l'ammirazione! Non più panegirici, non più inni, ma tragedie: Paolo e Francesca!
— Téé! Téé! Téé! Tuff! Tuff! Tuff!
L'automobile ha fatto tutta la ripida e contorta discesa da Villars fino ad Aigle, in un attimo, ed ora, sempre di volo, sempre in discesa, infila la strada polverosa, diritta che si snoda tra le colline verdi e il lago azzurro, mentre alto e lontano si profila candido e immoto dominatore dello spazio, il monte Bianco.
— Téé! Téé! Téé! Tuff! Tuff! Tuff!
Luciano ride di gioia... Ah! Ah! Paolo, non può più farmi da tutore e Francesca da spia! Posso andare a Parigi! — evviva Parigi! — e divertirmi!
— Divertirmi?...