Maria Grazia, nota subito il turbamento del cognato, ma lo spiega a suo modo: lo crede così mortificato e impacciato, perchè non è riuscito a trattenere Luciano. Ella lo guarda con i grandi occhi neri, pensierosi e gli sorride malinconicamente: lei stessa, si fa offrire e gli prende il braccio, per entrare insieme nella sala da pranzo.
— Lucïano è proprio partito?... E proprio per Parïgi?
Le tenere e armoniose dieresi, sono piene di lacrime.
Giacomo, le risponde appena, stringendole il braccio, sotto il suo:
— Coraggio...
— Ne ho; tanto!... Sai?... Non è venuto nemmeno a salutarmi! — Cerca, quasi, di scusare il marito. — Forse, non ha osato!
— «Oh...» — Giacomo s'interrompe e pensa in cuor suo: — Sapesse, povera donna, che cosa è capace di osare... quello là!
Ma, alla cognata, egli non dice nulla della scena successa. Durante la serata, mentre Giacomo sembra quasi sfuggirla, Maria lo interroga con i begli occhi ansiosi: Giacomo non le risponde altro che scrollando il capo.
Nei giorni seguenti, egli schiva le facili occasioni di trovarsi solo con lei. E per poter fare ciò, naturalmente, egli si accompagna e comincia a stare di più con Remigia.
Dopo colazione, mentre la cognata si avvia lentamente in giardino, verso il suo solito posto tranquillo e appartato, Giacomo, invece di seguirla con il fascio dei giornali, si unisce alla corte allegra e rumorosa della duchessina, assiste ai pasti di Din e Don e riceve pazientemente gli enfatici salamelecchi del signor Trüb.