I due buoni hanno finito per capire, per intendersi. E così, mentre sembrano allontanarsi l'uno dall'altra, tutto quel mistero, la nuova odiosa cattiveria di Luciano, conosciuta da Giacomo soltanto, ma quasi intravvista da Maria, unisce più strettamente le loro due anime.
Giacomo non confessa a sè stesso, che anche la simpatia si fa più viva; forse non se ne rende conto. Tutto confonde e tutto spiega in cuor suo, col sentimento della giustizia e di una grande pietà.
Ma una notte... Ebbe tutta una notte insonne e pensò di partire.
— Andarmene, sì, sì!... Bisogna risolversi e partire. Luciano, al suo ritorno, non deve trovarmi più a Villars. Sarà così evidente tutta l'assurdità dell'odiosa insinuazione!
Ma Villars, in quel punto, come gli appare verde e incantevole! Non avrebbe trovato in nessun'altra parte del mondo un luogo così bello!
— No! Anzi non devo partire, devo rimanere! Luciano direbbe che io mi sono allontanato apposta per salvare le apparenze! Sarebbe «una prova» secondo lui e andandomene lo lascerei libero di inventare anche di peggio! E poi, Maria? Lasciata qui senza difesa?... Devo restare!
L'idea della partenza è dunque abbandonata.
— Resto! Appunto, precisamente: per difenderla e per proteggerla! È mia cognata. Oggi è una D'Orea; è dei nostri. Sono io, per autorità, il capo riconosciuto in questa casa. Qui comando io; e farò rigar diritto quel... buffone!
Per altro, non bisogna mai dare il più piccolo appiglio a Luciano; e bisogna ricordare com'è pronto e scaltro nella perversità.
Giacomo non si trova più solo con Maria e si vedono e si parlano soltanto a colazione e a pranzo. Egli è venuto, dice lui, e resta a Villars, non per altro, che per riposare e per diventar giovane!