Un giorno che si deve andare più lontano, fino a Gryon, Remigia, passando dallo studio di Giacomo, prima di scendere lo chiama, bussando all'uscio: tòc! tòc!

— Sono io, Eccellenza! Si può?...

— Avanti!

Remigia apre l'uscio e rimane ferma sulla soglia:

— Non fatevi aspettare anche oggi! Mi raccomando! — Poi entra, risolutamente.

Che male c'è? Perchè non potrebbe entrare nello studio del cognato di sua sorella?... Un cognato mezzo-papà e già... ex-ministro?

Ella si avvicina alla scrivania:

— Che cosa fate?

Anche Giacomo, al primo vedere la fanciulla affacciarsi all'uscio, è rimasto un attimo sorpreso; ma un attimo soltanto. È una vera bambina, affatto ingenua e ancora senza conseguenza!

— Scrivo la mia relazione sul dazio protettore degli agrumi, da presentare alla Camera, in novembre. Niente di bello, e specialmente niente d'interessante per la nostra Piccola!