Giacomo, che è generoso, non forse nelle piccole, ma certo nelle grandi cose, si sentirebbe disposto, se la Piccola amasse Totò, di provvedere alla dote.
— Remigia è quasi una parente. È sorella di una D'Orea! E sorella di mia cognata!
Come Giacomo D'Orea riconosce volentieri che i Moncavallo sono assai migliori veduti da vicino, così i Moncavallo a loro volta, trovano che a Villars il «satrapo mercante» ha fatto progressi.
— Quel... Giacomo, si fa! — osserva la duchessa, durante i colloqui del dopo pranzo, sulla terrazza, al fratello Rosalì, che sonnecchia, seduto al fresco, in una placida grandiosità monumentale. — A poco a poco, si fa! Diventa un uomo di questo mondo!
— Si fa! — ripete il principe sollevando la lunga barba, con un leggero rumore fra il sospirare e il russare, — Si fa, vivendo con noi. L'uso diventa natura!
— Pare... ci prenda simpatia a stare con l'Idola! — Pausa. Poi la duchessa ripiglia, sempre riferendosi a Giacomo: — Quanti anni avrà, precisamente?
— Precisamente, non saprei. Certo, ha già varcata la quarantina!
— Non si direbbe! È uno di quegli uomini... che non hanno età, ma che possono interessare e anche piacere moltissimo, per il loro talento!
Il bell'uomo partenopeo sorride e sembra misurare la piccola e misera eccellenza, dall'alto della propria persona:
— Quattro ossicini in croce e quattro nervi! Ecco tutto il grande ometto!