— Dopo tutto, se quella Fanfan non ci fosse, sarebbe quasi da inventare!... Dobbiamo soltanto a lei i nostri dieci minuti di riposo!
La duchessa tace, ma non è dello stesso parere.
— Se Luciano finisce col rovinarsi? Dicono che... sia tisica? Ma ormai con i tisici non c'è da fidarsi! Vivono più degli altri!... E l'Idola?... — Continua a farsi vento.
La notte è serena, ma buia; il silenzio è profondo. Un grillo solo canta in un prato sottostante e qua e là sul terrazzo si odono appena alcune voci senza poter intendere le parole.
Il pensiero dell'Idola, di un buon marito per l'Idola, preoccupa assai la duchessa.
— Bisogna trovare! Bisogna trovare! ha ormai toccato i vent'anni!
Il cielo, a ponente, si fa più chiaro; le cime delle montagne che chiudono la valle come una grande macchia nera, si illuminano con una striscia di luce pallida.
La duchessa Cristina ritorna a profondarsi in meditazioni:
— Anche metà della metà!... Sarebbe sempre un buonissimo partito!
Tutto tace, mentre lentamente spunta la luna: tacciono anche le voci che si udivano qua e là sul terrazzo. Il grillo solo canta più forte.