— Non vorrei che finissero... per seccarsi! Giocare con uno che non sa, non è divertente!

— Questo non è. Voi intanto cominciate a giocare benino!

— Piccola! Piccola! Non fate l'adulatrice!... Io non giuoco! Fo del moto per salute! Esercito i miei poveri muscoli arrugginiti e fo respirare i polmoni attossicati, all'aria aperta! Ma non vorrei abusare della pazienza vostra e di quella delle signorine! E passi per Totò! Quando io perdo il colpo, o mi scappa di mano la racchetta, Totò riceve da voi una furtiva occhiata, e si consola!

Remigia, arrossisce leggermente. Ella, in fatti, scambia di nascosto fuggevoli risatine col cuginetto quando Sua Eccellenza si contorce goffamente e traballa, per poter riuscire a ribattere in tempo.

— Totò si crede un grande giocatore! E non è che presunzione! — Remigia s'è rimessa subito e non mostra di aver capita l'allusione. — Manca di calma e manca di stile! Totò, al tennis, ve lo dico io, — la ragazza scoppia in una risata, — è un vero e grande schiappino!

— Povero britanno! Perchè lo trattate sempre così male? Lui, invece, sarei per scommettere...

Giacomo s'interrompe; continua Remigia:

— Che ci devo fare, se non mi piace? — No! No! — E vi prego: non ditelo a mammà e tanto meno allo zio Rosalì! Ci sperano tutt'e due! Ma come si fa? Ah, mon Dieu! Come mi potrebbe piacere nel senso che intendete voi? L'ho sempre visto! Siamo venuti su insieme! E poi, via, per me, è troppo ragazzo!

— Allora... Marco Danova! Quello non è più un ragazzo!

— Quello... è un antenato! L'antenato dell'Aida!