— Sarebbe forse prudente di allontanare Totò, per qualche giorno. Ma con che scusa?

Rosalino pensa, ci pensa molto, poi trova il pretesto:

Mademoiselle. Dovrà accompagnare Mademoiselle da... una parente.

— Già; faremo così! — Cristina cambia subito discorso. — Al nostro Giacomo ha fatto benissimo la montagna! Diventa ogni giorno più vegeto e più giovane. A vederlo vicino alla mia Idola, una grande sproporzione non c'è!

— Non c'è. E poi, gli uomini hanno gli anni che sentono! Sono le donne che hanno quelli che dimostrano!

Giacomo, fa progressi davvero. Se non al tennis, nella salute e nella forza.

Il suo viso, non è più così smunto, sparuto, anzi, col sole, comincia un po' a rosolarsi. Dopo aver giocato non sente più dolori alle braccia, alle gambe, cammina per ore, senza stancarsi. In quanto al tennis, certo, non imparerà mai a giocare, nè ci tiene, ma non traballa più, tiene in mano la racchetta secondo le regole e qualche volta gli riesce, non solo di pigliare la palla, ma di ribattere, facendo un buon colpo.

Sì, gli fa molto bene quell'esercizio all'aria aperta e sotto il sole! È la sua salute! Soltanto, certe volte, mentre giuoca, è preso da una strana inquietudine: quando la figura bianca, alta e sottile, con il grande ombrellone rosso, gira attorno, nel giardino. Ha timore che si avvicini alla rete, per assistere alla partita. Non vuol mostrarsi a sua cognata in quel giuoco in cui si richiedono gioventù, forza, destrezza, — gioventù soprattutto, — goffo e impacciato!

Maria Grazia, sembra quasi indovinare le segrete angosce: ogni mattina, gira attorno o siede, leggendo in vista del tennis, ma alla rete non si avvicina mai.

Remigia, di tutto ciò, qualche cosa indovina, intuisce.