È rabbia, è dispetto, ed è, insieme, amarezza e dolore. Non è solo per missis Eyre che Remigia soffre e vorrebbe spuntarla; è per tutto il resto... assai più importante! Ella comincia a temere di aver perduto tutto con Giacomo, anche la speranza di un don Luciano secondo!

Certo! Certissimo! S'ella non riesce ad avere il D'Orea dalla sua, nemmeno di fronte a una qualunque vecchia stracciona, è chiaro che tutta la sua tattica, — e le lezioni di tennis compreso — hanno fatto fiasco!

— Mia sorella?... Che Sua Eccellenza sia innamorato, sul serio, di mia sorella?... In tal caso, addio! Abbasso Sua Eccellenza! Evviva Totò!

— Ah, mon Dieu! Mon Dieu!... Tornar da capo a girare i mari, i monti, i laghi!

E Re Faraone?...

Marco Danova si sfoga, adesso, con Mimì Carfo. — La vostra amica è cattiva, leggera, civetta... — Anche il barone la chiama civetta... proprio come il buon Totò! Ma il barone, per altro, è sempre lì, fermo: ringhia, ma aspetta. Minaccia tutte le mattine di voler partire la sera e viceversa, ma non si muove! Sir Wood se n'è già andato con le sue racchette, Lothar Schmidt col suo album, monsieur Malot col suo mazzolino di edelweiss, tutti e tre sorridendo a denti stretti e indirizzando alla duchessina «futura ministressa» congratulazioni e felicitazioni ironiche... Ma il barone non si muove. Resta a Villars bestemmiando contro i barometri falsificati quando piove, e strapazzando il signor Trüb per il freddo quando fa bel tempo!

— Se proprio proprio fosse un bel fiasco? — pensa Remigia fra sè. Ad ogni modo da cosa nasce cosa e bisogna venire ad una spiegazione con Sua Eccellenza prima che anche Re Faraone batta in ritirata!... — Con le cattive non si riesce a vincere la Sbirlingonia?... Tentiamo con le buone!

Vincere, questo è l'importante! Remigia sente che in quella piccola scaramuccia contro missis Eyre ella ha già ingaggiata anche la sua grande battaglia contro Maria.

— Contro mia sorella?... Che Sua Eccellenza sia proprio innamorato di Maria?...

Giacomo, da qualche giorno, assiste solo, con Remigia e col signor Trüb, ai pasti di Din e Don. Oltre al Bell'Apollo, a monsieur Malot e a Lothar Schmidt, molti altri giovinotti e giovinetti, hanno ormai abbandonato Villars; e i pochi rimasti, seguono l'esempio del barone Danova: per vendicarsi della duchessina italiana, che sta sempre col deputato e che non si occupa più di nessuno, altro che del deputato, fanno tutti una grande corte a Mimì Carfo... e, persino, a Mademoiselle!