— Più ciostra al terzo piano! Prometto e giuro!
Il D'Orea sorride mormorando:
— Piccola birichina! Idola... guastata!
Incomincia, tra il serio e il faceto, a fare la sua brava paternale, avviandosi, sempre passo passo, verso la parte più ombrosa del giardino, che si unisce al bosco e dove c'è un piccolo capanno alla rustica, nascosto fra gli abeti. Il sole che rompe la nuvolaglia spessa è scottante; l'aria pesantissima.
— Mon Dieu! Mon Dieu! Con questo caldo, sentir la predica per gli omaggi dovuti a missis Eyre! Almeno andiamo all'ombra!
— Andiamo pure all'ombra e sarà bene; ma dovete ascoltare la mia predica, ispirata da carità del prossimo. Pensate che la vostra vittima è una povera vecchia, sola, senza difesa, ridicola quanto volete...
— Antipatica! — interrompe Remigia. — Odiosissima!
— Antipatica sia pure!... Ma perchè, anche odiosissima?
— Perchè, perchè, perchè?... — Un lungo sospiro e un abbassar d'occhi peritoso. — Si può, forse, comandare ai sentimenti del proprio cuore? — La fanciulla, con una scrollata di testa che spande una ondata di profumo e dà un barbaglio di luce bionda, si fa forte e scaccia i pensieri che la turbano. — Entriamo un minuto a riposare? — Indica la capannuccia all'ombra degli abeti.
— Vuol piovere, per quanto il signor Trüb dica di no! — Giacomo segue Remigia tra gli abeti, entra nel chiosco dietro di lei e le siede accanto traendo un respiro.