— E Totò? Il nostro Totò?... Come mai oggi, a colazione, non si vede il nostro buon Totò?...
— Totò?... — La madre, batte le palpebre e sgrana gli occhi.
— Totò? — ripetè il principe Rosalino con la voce che sembra uscire da uno speco.
— Soltanto adesso, caro Giacomo, — prosegue la madre, passando dall'ira all'ironia, — vi accorgete che... Totò non c'è?
— Sì, soltanto adesso! — Il D'Orea perde la pazienza. — Oh, in fine!... Importa tanto, a lui, di Totò e di tutte quelle facce enigmatiche!
Ma Remigia diventa ancora più rossa, le labbra della madre più pallide e stirate, Mimì più inquieta.
— Che cosa vuol dire?... Che cosa c'è sotto? — Giacomo interroga Maria con gli occhi, ma ella appare intimidita, confusa, abbassa il capo... — Che cosa vuol dire?... Che cosa c'è sotto?...
Un grande sospirone della madre:
— Mah!... Così è! Abbiamo presa la scusa di Mademoiselle per allontanare Totò. Voi... non vi siete accorto nemmeno che anche Mademoiselle non c'è a colazione?
Giacomo guarda in giro: