Giacomo abbassa il capo. Il suo cuore non ha mai battuto con tanta violenza!
In quel punto, la duchessa esce dall'albergo seguita dal Sant'Enodio che le porta, sempre con dignitoso e nobile sussiego, lo sgabellino di vimini per i piedi.
Maria si rimette a leggere, mormorando sottovoce, con gli occhi sul libro:
— Viene la mamma! Va via! È meglio che non ti veda così... con la faccia in collera! Se vorrà sapere di che cosa si parlava... per questa volta dirò una bugia!
Giacomo si allontana fingendo di guardare i fiori del prato, di ammirare le montagne e facendo un lungo giro per non incontrare la duchessa, entra nell'albergo dalla parte del terrazzo.
Quando è nel suo piccolo salotto, continua a passeggiare su e giù, borbottando:
— Parlerò chiaro, chiarissimo e subito!... Se intanto mandassi a chiamare e mostrassi un po' i denti a quel burattino da corona del principe fratello? Che razza di gente! È un'altra razza dalla nostra! Riunisce tutte le superbie a tutte le umiliazioni! Anche quella Mimì Carfo! Romantica, sentimentale, bigotta e pudibonda come la luna! Anche lei tutti i quarti e non un soldo, e anche lei, capisco adesso, perchè mi fa ammirare la sua amica, pezzo per pezzo, e perchè viene a baciucchiarmela sotto il naso! Per spacciare l'articolo! Che gente! Che razza!... Proprio la razza... decaduta!
Ma più che tutto egli l'ha contro Remigia. Veramente, Remigia, non ha mai fatto altro che parlare, scherzare e ridere, quando lui aveva voglia di parlare, di scherzare e di ridere... Veramente, non è stata lei a cercar lui, ma è stato lui a cercar lei, per salvare le apparenze, per mettere al riparo Maria da ogni possibile cattiveria di Luciano. Ma ciò, che importa?... Più che contro gli altri, Giacomo è irritatissimo contro Remigia... Perchè... Ancora egli non sa, non vuol rendersene conto, ma sono proprio quegli occhi neri e cari ch'egli ha fissi in mente e in cuore, sono quegli occhi adorati in cui ha appena intravisto un lampo di gelosia fra un tremolio di lacrime che eccita la sua avversione, la sua collera, contro quella piccola monella che ride sempre, contro quella piccola... così piccola e bionda!
D'improvviso sente bussare all'uscio: toc-toc!...
— È lei! Remigia!... — borbotta Giacomo stizzito. Intanto le darò la prima lezione: le farò capire che non è affatto conveniente che una giovinetta, una ragazza, venga così sola a cercarmi nel mio studio...