Quando Giacomo D'Orea esce di camera per andare in cerca di Remigia, s'incontra nel corridoio con Mimì Carfo.
— Scusi, contessina!... Dove potrei vedere la sua piccola e dolce amica? Vorrei farle le mie scuse per essermi abbandonato — non so come — ad un impeto di eccessiva vivacità. Ma, si figuri, duchessina! Da mezz'ora io ero la vittima di missis Eyre e quella vecchia sciocca e balorda...
Giacomo s'interrompe, vedendo la faccia di Mimì, pallida, stravolta.
— Che ha?... Che c'è?
La giovane è riservatissima e timida, ma trattandosi di salvare l'amica dalle unghiacce di Re Faraone, prende tutto il suo coraggio a due mani:
— L'ho... contro di lei!
— Contro di me?
— È stato cattivo con Remigia! Molto cattivo!
Giacomo crede che Mimì si riferisca soltanto all'incidente delle sonagliere e torna a giustificarsi.
— Le dissi già che quella vecchia m'aveva fatto uscir de' gangheri! So anch'io di aver avuto torto! Andiamo da Remigia, e anche lei, da brava, invece di essere in collera mi aiuti a farmi far la pace!