Silenzio. Si guarda attorno:

— La stagione è proprio al termine! I forestieri, — le signore specialmente, — diradano ogni giorno!

Ancora silenzio: Giacomo, esaurito, finisce col rimanere muto a sua volta dinanzi a quella madre, immobile e muta, come la statua del dolore!

Sopraggiunge, se Dio vuole, lo zio Rosalì. Giacomo, vedendolo, si sente sollevare lo spirito e lo saluta sorridendo, con grande espansione... Ma il Sant'Enodio è più che mai viceregale nell'impettita prosopopea: stende, offre la mano con un gesto largo, solenne... e nemmeno una sillaba!

Gli occhi della madre tradiscono l'interna ansietà: le labbra hanno un tremito.

— E così? — non può a meno di domandare dopo qualche istante. — L'Idola?...

— Mah! — risponde l'oracolo, dietro la barba bianca, semovente. — Purchè non le venga la febbre! — E Mimì?...

— Resta di sopra.

Un'altra soffiata di naso della madre altrettanto lunga e sonora come la precedente: ma, questa volta, la musica delle lacrime colate accompagna le parole. — Purchè, Gesù mio, non le venga la febbre!

— Mah!...