Come sarà vuoto Villars e desolato... Come sarà vuota la sua vita... e desolata!
— Più! Mai più!
Che cosa «mai più?»... Ciò che a poco a poco, grado a grado, lentamente, ma ineluttabilmente, le aveva riempita l'anima, il cuore, la vita, senza che ella nemmeno se ne fosse accorta! Oh, adesso sì! E come se ne accorge, adesso! Come lo sente adesso, nel momento che questo suo bene immenso, che la sua felicità, l'estasi, il sogno, si cambiano in dolore!
— Più! Mai più! — balbetta ancora la povera donna, poi reclina il viso nelle mani e tace.
Restano lì, soli, lungamente, in quella parte deserta del giardino, senza parlare.
L'ombra degli alberi si fa densa e fredda; si appressa la sera; Maria, ad un tratto, alza il capo, come sorpresa e atterrita, fissa Giacomo a lungo con le pupille dilatate, poi si riscote rabbrividendo, alza il bavero, si avvolge nella mantiglia di pelliccia e si avvia per uno stretto sentierolo, che sale dolcemente la collina fra due siepi alte e folte. Giacomo le tien dietro, sempre a testa bassa.
Il silenzio è profondo. Si sente appena lo scricchiolare dei piedi sulle foglie secche e il leggero cinguettìo di due pettirossi che si rincorrono nella siepe in cerca del ramo su cui addormentarsi, vicini vicini.
— Oh, come sono liberi di volersi bene, que' due piccoli uccelletti! — pensano insieme Giacomo e Maria. — E noi, dobbiamo soffocare persino i nostri sospiri!
A un tratto Maria si ferma, risoluta a parlare e si volta: si ferma anche Giacomo: si guardano fissi; ma non osano dirsi ciò che hanno nel cuore.
Cìo cìo! Cip cip! continuano intanto nella siepe i due pettirossi, vezzeggiandosi, inseguendosi, rispondendosi l'uno all'altro: cìo cìo! Cip cip!