Maria, per la prima, rompe quel lunghissimo silenzio:
— Domani, a quest'ora, dove sarai?
— A Ginevra.
— E dopo?... A Bologna, o subito a Roma?
— A Bologna, per due giorni, poi a Roma.
— E con Remigia?... Con mammà?... Dopo quanto è successo oggi, come farai?
— Remigia, sarà contentissima di sposare Totò, e contenta l'Idola, sua madre sarà felice!
Maria fa un sospiro, riprende il sentiero e comincia la discesa: Giacomo la segue vicino vicino, più vicino: la sente, la respira, l'assorbe con l'anima e con i sensi!
Il vento ricomincia: muove le cime alte; fischia nelle siepi. I due pettirossi non si sentono più. Maria li ricorda... ci pensa. Giacomo non pensa che a Maria, non sente che Maria.
Fanno così tutta la lunga discesa senza mai fermarsi, senza mai voltarsi. Si fermano insieme, simultaneamente appena giunti al piano, in giardino; e insieme, con un moto simultaneo, si prendono, si stringono la mano convulsamente, disperatamente. Le due facce pallide, smorte, sono contratte, rigate di lacrime.