— Sempre?...
— Sempre.
Maria va difilata verso l'albergo. Giacomo s'indugia ancora nel giardino, nel bosco.
Si fa più buio; le ventate sono più frequenti e più forti.
Giacomo ha bisogno di camminare, di essere solo... e di camminare! Più che commosso, è agitato e stordito. Le lacrime non si sono ancora disseccate sulle sue guance, eppure in quel momento si sente felice e forte. Tutto il mondo è suo! Ha bisogno di essere solo, di camminare e di pensare... Di pensare, appunto, alla propria felicità.
— Com'è stato?...
Il cuore, l'amore, hanno preso in lui il sopravvento, così d'improvviso, inaspettatamente. Proprio come una forte ondata, un colpo di mare, che lo ha travolto, che lo ha portato con sè!
— Amo! Amo!... L'amo e sono amato!
Poi guarda verso l'albergo e ripete a Maria, col sorriso di un fanciullo innamorato, mentre i suoi occhi si riempiono ancora di lacrime, ma non di dolore, questa volta, lacrime di gioia e di infinita tenerezza:
— Ti voglio bene! Ti voglio bene! Cara, cara, cara!