... Si ferma sussultando: dal sogno alato, ripiomba nella realtà:

— Non la rivedrò forse più!

La lettera di Luciano gli corre tutta in mente:

— Devo partire! Non devo rivederla più!... Ma sono amato, sono amato e posso amarla!... Cara! Cara! Cara!

Oh, quella lettera, quella cattiva lettera!... Non può scacciarla dalla testa!

— Canaglia! Canaglia! È la lettera di un pazzo e di una canaglia!

Crolla il capo, dà un'alzata di spalle: non vuol vedere altro che luce, altro che Maria e la chiama ancora con tutta l'anima, con tutta la passione: — Maria! Maria! Maria! — Ma la lettera maledetta è sempre lì, dinanzi a' suoi occhi, sempre lì chiara, lampante, parola per parola!

— Paolo e Francesca!... Ebbene... Sì, è così; è vero! Paolo e Francesca! Al diavolo la lettera, mio fratello, la duchessa, tutto il mondo! Sì! Sì! Sì! Paolo e Francesca! È la mia vita, è la mia felicità!

Si volta, esce dal bosco, entra nel giardino e tra la furia del vento e un chiarore freddo e sinistro di bufera imminente, fa qualche passo verso l'albergo, cercando, tra le finestre illuminate, la finestra di Maria e guardandola, fissandola, con un desiderio che è smania, febbre, disperazione!

— Non vederti più?... Ma non dovrò vederti, proprio più?... Impossibile! Impossibile! È umanamente impossibile!