Così, il primo raggio di speranza penetra nel suo cuore e la grande sicurezza di prima, la forte, l'eroica risoluzione della coscienza cominciano a cedere.

— Chi sa... fra qualche anno?... Chi sa?... Chi può mai dire che cosa può accadere... magari domani stesso?...

La finestra di Maria è la penultima del primo piano. Ma dietro i vetri non c'è nessuno, nemmeno un'ombra...

Giacomo trae un sospiro e rientra nel bosco: c'è meno vento tra il folto degli alberi. Ritorna a pensare fra sè:

— Però Luciano, con tutta la sua cattiveria, ha indovinato tutto... Anche a proposito di Remigia. È proprio vero che io l'ho adoperata per coprire, per nascondere, persino a' miei occhi, il mio amore per Maria!

Rimane sorpreso, atterrito di sè stesso.

— Maria?... Ma è mia cognata!... È la moglie di mio fratello! Io?... Amare la moglie di mio fratello? Sperare?... Che cosa?... Sono pazzo! È la pazzia! Domani?... Che cosa può accadere, domani?... È mia cognata!... È la moglie di mio fratello!... Domani?... Come sempre! Non vederla più... e non amarla più! Vivere e morire galantuomo!

IX.

Giacomo D'Orea entra nell'albergo quando comincia a piovere dirottamente. Sotto l'atrio incontra Mimì Carfo che esce dalla sala di lettura con due grossi libroni.

— Remigia sta un pochino meglio!... Non è venuta la febbre, ringraziando Dio!...