Giacomo ringrazia con un cenno del capo, senza aver ben capito.

— Il vostro... biglietto di visita?

Pour prendre congé! Sono arrivato col diluvio e parto con l'innondazione!... Gran bel divertimento la montagna!

— Già, piove! — borbotta il D'Orea quasi macchinalmente, guardando verso il portone dell'albergo. Poi soggiunge: — Ecco l'omnibus!

— Ma è ancora presto! Non è vero, uomo barometro? Uomo infallibile? — Il Danova si rivolge al signor Trüb che lo aspetta col segretario e col direttore sull'uscio del bureau per accompagnarlo fino all'omnibus.

— Manca più di mezz'ora alla partenza! — risponde il signor Trüb, abbassando gli occhiali dalla fronte sul naso per guardare tre orologi in un istante: quello del bureau, quello dell'atrio e il suo che leva di tasca. — Il bagaglio è già stato consegnato! Ha tutto il tempo, signor barone, anche di lasciar sfogare questo nuvolo che passa!

— Andate al diavolo voi e le vostre nuvole che passano! Me ne avete servite abbastanza durante questa bella stagione!

Marco Danova sembra furibondo contro Villars e contro il signor Trüb.

Giacomo capisce di dover dire qualche cosa e di dover salutare il Danova, se vuol liberarsene.

— Allora, buon viaggio! E se tornate in Italia... a rivederci presto!