Il cuore gli batte violentemente, dolorosamente: — È lì! Così vicina!... E non vederla più!...

— Ma non dovrò vederla mai più?...

Prende il ritratto, lo fissa, come implorando un aiuto, un conforto... Ma l'immagine rimane estranea al suo dolore... fredda, severa.

Il vento fa scrollare i vetri con impeto ed urla nella valle.

Egli ha un fremito: vicino a lui nella camera deserta, gli sembra udire la voce di sua madre, negli ultimi giorni, e quel debole filo di voce gli ripete continuamente, insistentemente:

— Non devi vederla più! Non devi amarla più! Ritorna un galantuomo come tuo padre!... Sii sempre un galantuomo come tuo padre!...

X.

Giacomo è rimasto tutta notte nel suo studio. A forza di volere è riuscito a imporsi una relativa calma e a lavorare.

Ha fatto lo spoglio di tutte le sue lettere: ha corretto qualche brano della sua relazione. Insomma egli può dire di aver ripreso, fino da quella notte, la sua vita attiva di lavoro, gli affari e la politica.

— Gli affari e la politica! Mi darò ad essi anima e corpo in modo da non aver tempo di pensare al resto!... E se vorranno i miei amici nominarmi ministro un'altra volta, accetterò!... Tutti i medici, con le loro prescrizioni di assoluto riposo per l'organismo logoro, per il cuore, tutti al diavolo! Tanto meglio se creperò presto!