— Bella novità! Sono sempre stata la sua fissazione! Deve aver trovato qualche cosa di simile, una miss con i miei connotati, in un romanzo inglese! — Dopo aver riso un attimo, si mostra seccata: — Non sarà di Totò, spero, che volevate parlarmi assolutamente, stamattina, prima di partire, come mi ha detto Mimì?...
— Invece sì! Volevo parlarvi proprio di Totò... e di voi. Della felicità di Totò e della vostra. Egli vi ama e voi gli volete bene; è buono, è giovane, è anche un bel giovane...
— Basta così! — Remigia balza in piedi di nuovo, ma questa volta con un atto di dispetto e diventando rossa. — Ciò che dite voi, non sarà mai! L'ho dichiarato risolutamente anche a mammà, anche allo zio Rosalì, e per questo, per evitar scene, lo hanno mandato in Italia. Sono stata io, — proprio io, — sì, sì, sì!... Mi seccava co' suoi dispetti, co' suoi rimproveri, con la sua gelosia! Gli voglio bene, ma non lo amerò mai; e la differenza è grandissima! Gli voglio bene, ma non lo sposerò mai! Amico sì, marito no e basta; non se ne parli più! Eccellenza, fate buon viaggio!
Remigia corre verso l'uscio; Giacomo riesce a fermarla.
— Ascoltate...
— No, lasciatemi stare! — La fanciulla, crucciata, corre a rifugiarsi nel vano della finestra, e appoggia la fronte contro i vetri.
— Ebbene... — Giacomo perde, un momento, la pazienza... — Se non mi volete lasciar parlare, non se ne parli più! Ma avete torto.
Remigia non risponde, non si muove. Giacomo si sfoga camminando, pestando i piedi e pensa fra sè:
— Non lo amerò mai! Non lo sposerò mai!... Perchè crede, certo, di doverlo sposare così... lui, senza un soldo e lei... anche! Ma, d'altra parte, come spiegarle le mie idee, le mie intenzioni, senza offendere la sua permalosità, il suo amor proprio, il suo orgoglio? Non posso dirle... su due piedi: — prima di rispondere che non lo amerete mai, che non lo sposerete mai, aspettate di sapere che voi, avrete mezzo milione di dote e Totò, un buon impiego, senza far niente, in Casa D'Orea! È certo che se potesse immaginare tante belle cose, direbbe subito di sì!... Forse avrei fatto meglio a parlarne prima con la madre! — Gli passano nella mente le occhiate e i sospiri della duchessa, in que' giorni, e insieme i dubbi di Maria, le felicitazioni di Marco Danova... e la lettera, quella lettera di Luciano. Tutto ciò accresce la sua irritazione. — Se può entrare nelle viste della madre il farlo credere e se anche Maria, per il bene che mi vuole, può trovar la cosa verosimile, io... non avrò mai di questi timori!... Se, invece, fosse vero?... Una simpatia?... Un'affezione? — Dà un'alzata di spalle. — Ma che! Ma che! — Si avvicina alla finestra dov'è sempre la fanciulla con la fronte appoggiata ai vetri, e le parla più franco, risolutamente:
— Spieghiamoci chiaro: che c'è d'andar tanto in collera?... Potreste aver ragione, se vostro cugino vi fosse antipatico; questo non è, tutt'altro; confessate anzi, voi stessa, di volergli bene! In quanto poi al... al positivo... Io sono vecchio, potrei essere abbondantemente vostro padre e nel matrimonio... guardo anche al di là, o al di qua, della poesia. Parlando appunto di ciò, con vostra sorella...