Remigia, risoluta a sua volta, alza pure la voce, velata da un leggero tremito:

Impongo?... Imporre a me, voi?... Con qual diritto?... Io non vi faccio colpa di niente e non vi domando niente.

— Farmi colpa di che cosa? — risponde Giacomo, più sottovoce.

Remigia non s'interrompe, continua con uno scoppio violento:

— Basta che sappiate ciò, voi! Io non sposerò nè mio cugino, nè nessuno! Questo è parlar chiaro? Io voglio subito ritornare a Napoli e da Napoli, subito in campagna mia! Voglio restar là, sempre, chiusa, sepolta! Voglio morir là, sola, senza più vedere anima viva, soltanto mammà! E questo, vi pare o no parlar chiaro?

.... Comincia ad essere troppo chiaro per Giacomo, per la coscienza di Giacomo! Egli si sente più inquieto, sempre più turbato. Pensa, si rode, si sgomenta, spera ancora: — È impossibile! Non è possibile! Fosse anche, non può essere altro che un capriccio, una ragazzata!... Poi, di nuovo, trema per Maria. — Se Remigia capricciosa, impetuosa, dubitasse davvero di qualche cosa, tra me e sua sorella?...

Un lungo silenzio... poi Giacomo riprende con voce non ben sicura, interrompendosi spesso, come chi cerca non solo le parole, ma anche la via del discorso:

— Sentite, Remigia: siate ragionevole e ascoltatemi, con amicizia, con bontà, senza irritarvi e soprattutto volendovi ben persuadere... che io sono diventato vecchio rimanendo un ingenuo e che perciò non dico mai altro che la verità, proprio la verità più semplice e... più vera! Vi ho detto di considerarvi come una mia figliuola, e sento che potrei proprio volervi bene... come a una figliuola! Pensate: ho ventidue o ventitrè anni più di voi: quasi un quarto di secolo!... E sono ancora più vecchio della mia età, perchè sono molto ammalato e molto stanco. La mia vita, senza gioie, senza allettamenti, va spegnendosi nel freddo, nel buio... La vostra, invece, comincia adesso, proprio come una rosa sbocciata all'alba e che si apre al sole!... Ascoltatemi!... Ascoltatemi, per amor di Dio!... Per un capriccio, per un'ostinazione, per un'illusione, non fabbricatevi voi stessa... con la vostra ignoranza delle cose, del mondo, della vita il romanzo della vostra infelicità!... Ma che! Parlare voi di sepoltura e di morte!... Amore! Amore, figliuola mia!... L'amore di un giovane che vi adora... E sappiatelo e ricordatelo perchè è proprio così: l'amore non è felicità che quando è giovinezza...

Remigia esita mettendosi le due mani sul cuore che palpita, poi prorompe a un tratto:

— E voi? Che ne sapete voi? Chi non dice a voi... che... io... — È spaventata di ciò che sta per dire. — No! No! No! Voi non mi avete capita, non mi capite e non mi capirete mai!