Sembra ancora più piccina, più gracile a vederla piangere così, disperatamente! Fa pietà!... Gli occhi di Giacomo s'inumidiscono.

Oh! Le pene del cuore!... Egli sa per prova quanto sono dolorose. Pure, quella bimba innocente, ha diritto, è padrona di quelle sue lacrime... e lui no.

— Signorina!... Signorina Remigia...

Remigia non risponde: piange sempre e non lo sente. Giacomo non ha più coraggio di chiamarla...

— Così allegra, così viva, così bambina!... Se io dovessi essere proprio la sua infelicità?

In quel momento si ode un rumore di passi nel corridoio, poi si sente la voce della duchessa che chiama forte. Sembra irritata e inquieta:

— Idola! Idola dove sei!... Dov'è andata!

— Dio! Mammà! — esclama Remigia voltandosi spaventata, ancora tutta in lacrime... — Guai se mammà sapesse che io sono qui!

— Ci siete stata ancora e vostra madre lo sapeva!

— Me lo ha proibito quando siamo ritornati insieme dal bosco! Mi ha tanto sgridata! Dio! Dio! Che scena! — Remigia si rannicchia istintivamente, tanta è la paura che mammà la sappia lì, nel vano della finestra, dietro le tende.