La duchessa intanto, continua a chiamare nel corridoio:
— Dov'è andata?... Vorrei proprio sapere dov'è andata!... Mimì! Oh Mimì! Sai tu dove s'è cacciata Remigia? Al tennis non c'è! Nelle sale non c'è!
— Sarà andata a Gryon!... Col principe Rosalino! — risponde Mimì, dal terrazzo.
— Brava! — mormora Remigia. — Cara gioia!... Mi hai salvata in questo momento!
Giacomo fissa bene Remigia senza parlare: è uno sguardo scrutatore e diffidente. Remigia se ne accorge, ma aspetta che sua madre si sia allontanata, che sia tutto quieto nel corridoio.
— Addio! Scendo dalla scala di servizio, esco dalla piccola porta; in cinque minuti sono sul ponte di Gryon prima di mammà. — I suoi occhi sono ancora pieni di lacrime, pure si fa forza, e sorride. — Addio! — ripete ancora, ma con un'espressione ben triste e dolorosa. — Ho avuto tanta paura di mammà; non per me, sapete, oh, no, cara mammà, gioia! Ho avuto paura per voi. Non voglio che voi abbiate seccature per colpa mia! Partite... ve ne prego anch'io, adesso! E non pensate a quello che vi ho detto. Se il mio ricordo può turbarvi... dimenticatemi. E se vi fa piacere, se vi può tranquillare, pensate... che dimenticherò anch'io. — Grossi goccioloni le rigano le guance, ma continua a sforzarsi, a sorridere. — Guarirò! Vi fa piacere che dica così? Partirete tranquillo?... Senza nessuna inquietudine? Guarirò... ve lo prometto!... o almeno, farò tutto il possibile, ve lo giuro! Corre sull'uscio, si volta: protende il viso... Le labbra spirano un addio, un sospiro, un bacio... e sparisce.
Giacomo D'Orea parte subito per Ginevra: ma due giorni dopo, ancora da Ginevra, ritorna il suo servitore con una lettera assai voluminosa, che deve consegnare nelle proprie mani, segretamente, a donna Maria Grazia.
Maria, prima di aprirla, si chiude sola nella sua camera... e aspetta ad aprirla, di averne il coraggio. Poi, leggendola, diventa pallida più che una morta.
«Abbrucia subito questo mio sfogo pazzo, disperato, questo mio delirio di amore, di dolore, di rimorsi. Te ne prego, te ne scongiuro. Senti ancora la mia voce?... Te lo impongo.