— Io gli manderei subito un telegramma affettuoso: Addoloratissima tuo ritardo...
— Addoloratissima, no!... Non l'ho abituato ai superlativi!
— Addolorata tuo ritardo, affretto ora...
Remigia interrompe Mimì con un'alzata di spalle:
— ... e il minuto tuo ritorno. Caso contrario, verrò io stessa a Roma. Uff!... come non mi sento fatta per le corrispondenze coniugali! Fa tu un bel telegramma e mandalo subito dopo pranzo. Ricordati di chiudere così: «tenerezze — tua». Poi gli scriverò io di non fare sciocchezze, che non ci devono essere puntigli di Centro, di Estrema nel momento in cui il Paese e il Re hanno bisogno di uomini... precisamente come mio marito!
— Scrivere, risponde sempre seria Mimì, puoi scrivere ciò che vuoi. Però, senti prima anche l'avvocato Berlendis. Verrà stasera?
— Certissimo! Ho mandato apposta il signor Zaccarella a Bologna, a cercarlo! E anche il giovane e bollente crociato che ti adora: Narciso Gambara.
Mimì ride:
— Mi adora?... Ci adora!
— Sì! sì! Tutt'e due! Un po' per uno, non fa male a nessuno!